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Polizia Penitenziaria: “E' possibile programmare i permessi legge 104”?

Preliminarmente, occorre precisare che su tale problematicità non esiste una disciplina normativa.

L’UGL Polizia Penitenziaria, in data 14 settembre 2016 ha inoltrato una lettera al direttore di un istituto penitenziario del Lazio, “stigmatizzando” i contenuti di una disposizioni di servizio, nella parte in cui detto Direttore ha chiesto al personale, seppur timidamente, di seguire la “….procedura volta a regolamentare la fruizione dei benefici ex art. legge 104/92”.

Nel nostro intervento sindacale scriviamo al Direttore che, in assenza di una normativa di riferimento, non possono che soccorrere i principi generali che impongono di contemperare la necessità di buon andamento dell’attività amministrativa con il diritto all’assistenza del disabile. Abbiamo detto al Direttore che si ritiene possibile richiedere una programmazione dei permessi, verosimilmente a cadenza settimanale o mensile, purchè ci siano i seguenti presupposti, oltretutto individuati dalla Direzione Generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con interpello n. 31 del 6 luglio 2010:

• il lavoratore che assiste il disabile sia in grado di individuare preventivamente le giornate di assenza;

• la programmazione non comprometta il diritto del disabile ad una effettiva assistenza;

• individuazione di criteri più possibile condivisi con i lavoratori o con le organizzazioni sindacali;

• la possibilità, da parte del dipendente, di modificare la giornata in precedenza programmata per la fruizione del permesso, fermo restando che improcrastinabili esigenze di assistenza e quindi di tutela del disabile, sono prevalenti sulle esigenze dell’amministrazione.

Sullo stesso tema è anche intervenuto il Dipartimento della Funzione Pubblica, con circolare del 6 dicembre 2010, n. 13 che precisa: “Salvo dimostrate situazioni di urgenza, per la fruizione dei permessi, l’interessato dovrà comunicare al dirigente competente le assenze dal servizio con congruo anticipo, “se possibile” con riferimento all’intero arco temporale del mese, al fine di consentire la migliore organizzazione dell’attività amministrativa”.

Anche il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, con circolare n. 0127143 del 28.03.2011, richiama totalmente i contenuti della suddetta circolare del Dipartimento della Funzione Pubblica, confermando quindi l’onere del dipendente di comunicazione con “congruo anticipo” dei giorni di permesso e, “se possibile”, procedere ad una programmazione con riferimento all’intero arco temporale del mese.

Detto questo, è utile precisare che il dipendente non deve presentare una documentazione a giustificazione dei permessi ogni volta che ne fruisce e né tanto meno se la fruizione dei permessi è ritenuta “urgente”; questo perché sappiamo bene che a volte l’esigenza dell’assistenza al disabile è imprevedibile e non può essere sempre programmata.

Si tratta, a ben vedere, di un diritto assoluto che non prevede alcuna limitazione e la più recente produzione giurisprudenziale ha ripetutamente affermato che le necessità del lavoratore e quelle tecnico-organizzative dell’amministrazione vanno contemperate, cioè una non può prevalere sull’altra.

Pertanto, la programmazione dei permessi da parte del poliziotto penitenziario, settimanale o mensile, potrebbe essere ritenuta una buona regola, fermo restando che improvvise e improcrastinabili esigenze di tutela e assistenza del disabile possono prevalere sulle esigenze aziendali e imprenditoriali.

Anche a garanzia dei diritti del dipendente, si rammenta che l'avvio e l'esito di eventuali procedimenti disciplinari posti in essere dal Dirigente, debbono essere comunicati all'Ispettorato per la funzione pubblica come richiesto dalla Direttiva del Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione del 6 dicembre 2007, n. 8.

Il dipendente o l’organizzazione sindacale, inoltre, possono presentare esposto al suddetto organo qualora la decisione dell’Amministrazione dovesse prevalere sull’esigenza di assistenza e quindi di tutela del disabile.

Occorre chiarire infine, che i contenuti della Circolare del DAP n. 0127143 del 28.03.2011, non annullano o sostituiscono quelli della circolare del 6 dicembre 2010 n. 13 del Dipartimento della Funzione Pubblica e dell’interpello n. 31 del 6 luglio 2010 del Ministero del Lavoro; detti atti – va detto - si inseriscono nell’ordinamento complessivamente considerato (interpretazione sistematica), del quale ovviamente - ricordiamo ai più distratti - che fa parte anche la Costituzione; infatti, dall’interpretazione, dovrà trarsi un significato sempre conforme ai principi costituzionali e, ricordiamo – sempre ai più distratti – che il diritto alla salute è riconducibile alla categoria dei diritti inviolabili riconosciuti dall’articolo 2 della Costituzione.

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