Centro di osservazione del disagio lavorativo

NO ALLA MANOVRA ECONOMICA FATTA DI TAGLI INDISCRIMINATI CHE COLPISCE IL SISTEMA DI SICUREZZA DEL PAESE, DELLE CARCERI E DEI SERVIZI DELLA POLIZIA PENITENZIARIA

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Basta attacchi alla dignità, agli stipendi e alle indennità dei poliziotti penitenziari che operano negli istituti di pena e servizi penitenziari, a costante rischio per la loro stessa incolumità personale e ridotti di circa 6.000 unità dai propri organici ufficiali.
 
Basta chiacchiere, iniziative demagogiche e incostituzionali del governo che da ultimo, non bastassero i danni provocati al Comparto Sicurezza, intendeva – salvo fare precipitosamente marcia indietro - anche tagliare le tredicesime del personale addetto alla sicurezza del Paese, i cui guadagni rappresentano solo una goccia nel mare delle retribuzioni percepite dagli autorevoli rappresentanti di questo governo.
La totale disattenzione del Ministro della Giustizia ALFANO ai problemi che attanagliano il “Suo” Corpo di Polizia Penitenziaria, lasciato completamente solo e indifeso a fronteggiare gli attacchi reiterati portati dal Governo nei confronti dei circa 37.000 poliziotti e poliziotte che avrebbe il dovere di tutelare, costringono le scriventi OO.SS. a rivolgersi al Capo dello Stato e al Presidente del Consiglio dei Ministri per chiedere udienza.
 
Invece che tagliare le bellissime e costosissime auto blu ai numerosi dirigenti dell’amministrazione penitenziaria, a prorogare di ulteriori due anni i contratti dei dirigenti generali dell’amministrazione penitenziaria che dovrebbero ormai essere collocati in quiescenza, oltre alle spese dedicate ai palazzi, che insieme costano alle casse dello stato milioni e milioni di euro, si cala un colpo di scure inaccettabile e intollerabile che nei prossimi tre anni – dopo aver già ridotto di un miliardo di euro gli stanziamenti al comparto sicurezza con la legge 133/2008 – sottrarrà al sistema di protezione sociale altri 600 milioni di euro e ridurrà gli stipendi e le indennità dei poliziotti penitenziari – senza contratto dal 2009 – bloccandone le retribuzioni.
 
Basta propaganda sulla pelle dei poliziotti penitenziari, basta promesse su piano carcere e sulle improbabili assunzioni senza copertura finanziaria.
 
Chiediamo al Capo dello Stato e al Presidente del Consiglio dei Ministri di garantire per il mantenimento degli investimenti economici essenziali al sistema penitenziario, per il turn over dei poliziotti e il pagamento delle indennità contrattuali al personale della Polizia Penitenziaria.
 
Non vorremmo che domani, posti di fronte all’amara realtà, ci si trincerasse dietro il solito penoso scarica barile.
 
Roma, 5 luglio 2010
 
D. Capece – L. Beneduci – P. Mannone – R. Santini – G. Moretti – F. Quinti – G. Di Carlo
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