Centro di osservazione del disagio lavorativo

Dopo il voto della manovra delusione e speranza

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Il 29 luglio 2010 all’ora di pranzo il voto di fiducia della Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la manovra recante misure in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica. Sono stati 296 i deputati che, dopo i 170 senatori, hanno apposto la loro firma su una manovra finanziaria che non ha precedenti così funesti per i lavoratori dipendenti del Pubblico Impiego ed in particolare per i rappresentati delle Forze dell’Ordine. Motivando questo provvedimento con la necessità di riduzione della spesa corrente e di lotta all’evasione, è stato dato un taglio netto a chi paga le tasse ancor prima di ricevere lo stipendio, rischia di compromettere ancora di più lo standard di vita delle famiglie di coloro che nel pubblico impiego hanno il compito più arduo, quello di garantire lo sviluppo ordinato della società. 

Da quanto emerge dal testo approvato in sintesi dobbiamo incassare nel prossimo triennio (2011, 2012, 2013) il blocco :

- dei rinnovi contrattuali, fatta salva la corresponsione della c.d. “vacanza contrattuale”;

- dell’aumento del trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti, ivi compreso il trattamento accessorio, rispetto al trattamento ordinariamente spettante nell’anno 2010, al netto degli effetti derivanti da eventi straordinari della dinamica retributiva;

 

- dell’anzianità di servizio utile alla maturazione delle classi e degli scatti di stipendio, mentre le progressioni in carriera, hanno effetto nel predetto triennio solo ai fini esclusivamente giuridici;

 

 

L’unica cosa che potrebbe dare speranza è una serie di ordini del giorno presentati da diversi parlamentari che, a seguito delle decise proteste attuate dall’UGL Sicurezza congiuntamente alla totalità delle sigle e delle rappresentanze militari, hanno fatto che si procederà ad una “corretta interpretazione sistematica”, da parte del Parlamento, alle rigide norme contenute nella manovra e, quindi, in grado di salvaguardare e attenuare la decurtazione tout court dei diritti economici delle nostre retribuzioni.

In particolare la Camera dei Deputati ha esaminato, ed approvato, tre importanti ordini del giorno con cui s’impegna il Governo “ a fornire formale interpretazione della norma prevista all’articolo 8, comma 11-bis, al fine di un esaustivo chiarimento circa la natura delle « misure perequative » di cui trattasi”. Come espressamente richiesto, dovrebbero essere esclusi dal computo del reddito, per gli anni 2011- 2012 e 2013, i compensi accessori relativi a trasferimenti, missioni, presenza qualificata, lavoro straordinario, assegno funzionale, indennità pensionabile, nonché gli effetti derivanti da eventi straordinari della dinamica retributiva, compreso le variazioni dipendenti da eventuali arretrati, conseguimento di funzioni diverse in corso d’anno oltre a maternità, malattia, missioni svolte all’estero. Indennità che dovrebbero escluse dal tetto invalicabile della retribuzione complessiva, fissata al 31.12.2010, individuato come limite di riferimento dal provvedimento in esame per il comparto sicurezza e difesa”.

Ciò significa che mentre l’entità complessiva delle risorse assegnate non dovrà aumentare di un centesimo, potranno essere sviluppate le perequazioni e gli avanzamenti tenendo conto delle singole posizioni all’interno dello stanziamento complessivo. Un impegno a studiare gli effetti di tale misura consentirà di capire l’effettivo impatto della sospensione e evitare un blocco così penalizzante soprattutto per ad chi ha raggiunto le scadenze previste dal vigente contratto per l’accesso all’assegno di funzione e per tutti gli altri avanzamenti e automatismi stipendiali. Questa misura, già annunciata dai Ministri Maroni e La Russa, porterebbe all’esclusione sistematica dei tagli previsti dalla manovra economica. Tuttavia rimane il blocco stipendiale per il prossimo triennio e, cosa più inquietante il “ritiro” delle risorse accantonate per il riordino delle carriere dal 2004 ad oggi, ovvero 700 milioni di euro. Una peculiarità, quella delle Forze dell’Ordine, dunque, riconosciuta solo in parte grazie alla nostra azione incisiva e concreta iniziata con la grande manifestazione (40 mila poliziotti in piazza) dello scorso ottobre de culminata con la protesta su Piazza Montecitorio dei giorni scorsi dove siamo sempre stati protagonisti.

Ovviamente ora inizia una fase ancora più delicata che è quella del controllo dell’applicazione da parte delle Amministrazioni, proprio perché la normativa va interpretata non in modo restrittivo. Questo risultato, assieme alla salvaguardia della 13^ mensilità (che ricordiamo era stata nelle settimane passate inopinatamente presa di mira) non può dirsi un risultato del tutto positivo, ma testimonia il successo di un impegno costante dell’azione dell’UGL Sicurezza. Ora attendiamo la riapertura dei lavori per chiudere la trattativa sul rinnovo contrattuale del bienni 2008/2009, considerato il mantenimento dei fondi destinati alla specificità e lo stanziamento di altri 160 milioni di euro nel bienni 2010-2011. Ottimizzare l’uso di queste ultime risorse è un obbiettivo da perseguire entro il mese di settembre, sperando che non sia vanificato il nostro costante sforzo stante la genericità di alcune norme introdotte dalla manovra economica. 

LA SEGRETERIA NAZIONALE

 


XVI LEGISLATURA - Scheda lavori preparatori
Atto parlamentare: 3638
(Fase iter Camera: 1^ lettura)

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